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L'Idea
Fascicolo 2 - Disegni Anno II 2025

Da Zuccari a Zuccari: la traiettoria accademica di Giovanni Balducci dal Libro disegnato di Lille al Discorso per l’Accademia del Disegno di Roma

Vita Segreto
Accademia di Belle Arti di Roma

Roma , Italia

The present essay aims to reconstruct and attribute an unbound drawing book from the late sixteenth century, whose loose folios—now preserved at the Palais des Beaux-Arts in Lille—originate from the extensive graphic collection of Jean-Baptiste Wicar. The investigation examines the material aspects of the fifty surviving in-folio sheets (paper types, variations in size, watermarks, execution techniques, and graphic tools), the represented subjects and their visual sources, as well as the dating and functional use of the individual folios and of the original libro disegnato. On the basis of their distinctive graphic quality and of specific stylistic features and idiosyncrasies recurring in his lingua disegnata, the drawings are attributed to Giovanni Balducci. The almost exclusive presence among the subjects of copies after masterpieces by Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Francesco Salviati, Andrea del Sarto, Jacopo Pontormo and Baccio Bandinelli—artists celebrated by Giorgio Vasari in the Giuntina of 1568—reveals an understanding of drawing as a conscious instrument of research, observation, exploration, analysis, and assimilation of the works of the greatest masters of the Terza Maniera, identified by the Medici Accademia del Disegno as auctores (authoritative models) for young artists. Overall, the Balducci Book in Lille, which constitutes the largest group of drawings by the Florentine artist in a public collection, emerges as a repository of
graphic intelligence. In it, the young pupil of Federico Zuccari, Giovanni Battista Naldini, Alessandro Allori, and Bernardino Poccetti—between the ages of approximately seventeen and twenty (c. 1576–1582)—gathers and preserves the fruits of his artistic training in the light of the Florentine primato del disegno. The book includes some of the most compelling evidence of his draftsmanship in black and red chalk, produced under the guidance of the Academy’s leading masters; the technical and formal outcomes of his early engagement with Leonardo da Vinci’s drawing theory, probably known through a Florentine abridged copy of the Libro di Pittura; and key works central to Vasari’s history of the Maniera Moderna. In doing so, Balducci establishes a powerful and effective
framework for self-reflection and practice, intended to nourish his inventions over subsequent decades and to cherish and preserve the memory of the figurative models that shaped his youth and formed the foundations of his visual culture, both for his workshop practice and for collaborations with fellow artists and patrons. Finally, the Libro Balducci of Lille may be understood as the point of origin of the young Balducci’s academic trajectory—a trajectory that began in Florence and reached its apex in the discourse delivered on 27 March 1594 at the Accademia del Disegno in Rome, under the principato of Federico Zuccari.

Il presente saggio si propone di ricostruire e attribuire un libro di disegni del tardo Cinquecento, privo di legatura, le cui sparse pagine conservate al Palais des Beaux-Arts di Lille provengono dalla collezione grafica di Jean-Baptiste Wicar. L'indagine esamina gli aspetti materiali dei superstiti cinquanta in-folio di formato reale (la tipologia delle carte, le oscillazioni dimensionali, i marchi di filigrana, le tecniche esecutive e gli strumenti grafici utilizzati), i soggetti rappresentati con le loro fonti visive, le ipotesi sulla datazione e la funzione d’uso dei singoli in-folio e dell’originale libro disegnato, giungendo ad attribuirli a Giovanni Balducci per la loro peculiare qualità grafica e per alcuni stilemi e idiosincrasie ricorrenti nella sua lingua disegnata. La presenza quasi esclusiva, tra i soggetti disegnati, di copie tratte dai capolavori di Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Francesco Salviati, Andrea del Sarto, Jacopo Pontormo e Baccio Bandinelli – opere celebrate da Giorgio Vasari nella Giuntina del 1568 – mostra una intelligenza del disegno come strumento consapevole di ricerca, osservazione, esplorazione, analisi e assimilazione dell'opera dei grandi auctores della Terza Maniera, che l'Accademia medicea del Disegno identifica quali modelli autoritativi per i giovani artisti. Il Libro Balducci di Lille, che costituisce oggi il più esteso fondo di disegni dell’artista fiorentino in una collezione pubblica, emerge come un deposito di intelligenza grafica, in cui il giovane discepolo di Federico Zuccari, Giovanni Battista Naldini,  Alessandro Allori e  Bernardino Poccetti, intorno ai suoi 17-20 anni (circa 1576-1582), raccoglie e conserva i frutti della sua formazione alla luce del primato del disegno fiorentino, alcune delle prove più valide della sua padronanza del disegno a pietra nera e rossa sotto la guida degli artisti maggiori dell'Accademia, la memoria delle opere d'arte chiave della storia vasariana della Maniera Moderna, i risultati tecnici e formali della sua prima comprensione della teoria del disegno e dell'ombra di Leonardo da Vinci, contenuti nel libro disegnato di Lille onosciuta e studiata attraverso una copia abbreviata fiorentina del Libro di pittura. Balducci configura un dispositivo potente ed efficace per l'autoriflessione e l’operatività, destinato ad alimentare le sue invenzioni nel corso dei decenni e a custodire la memoria dei modelli figurativi dominanti nella sua giovinezza e i pilastri della sua cultura visiva per il suo studio, le collaborazioni con altri e i suoi mecenati. Il Libro disegnato di Lille si pone infine come il punto di origine della traiettoria accademica del giovane Balducci, traiettoria che, iniziata a Firenze, troverà il suo apogeo nel Discorso tenuto il 27 marzo 1594 all’Accademia del Disegno di Roma sotto il principato di Federico Zuccari.

Presentato 14/11/2025 Accettato 01/12/2025 Pubblicato 31/12/2025
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DOI 10.69114/LIDEA2025.1314-1354 e-ISSN 3035-2452 Lingua it